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Temperatura in ufficio: cosa dice davvero la legge prima di accendere il riscaldamento

Con l’avvicinarsi dell’autunno, molte aziende si chiedono quando e come possono accendere il riscaldamento nei propri uffici o capannoni. La risposta non è una questione di abitudine, ma di normativa precisa, che stabilisce date, orari massimi e temperature consentite in base alla zona climatica.

Le zone climatiche e le date di accensione

Il DPR 74/2013 divide l’Italia in sei zone climatiche (A-F), con calendari diversi. Per le aziende del Nord Italia (zona E, che comprende Milano, Torino, Bologna) l’accensione è consentita dal 15 ottobre, per un massimo di 14 ore al giorno. Le zone più a sud hanno finestre più brevi, dalla zona D (1° novembre, 12 ore) fino alla zona A (1° dicembre, 6 ore).

La temperatura massima consentita

La legge fissa un tetto preciso:

  • 20°C (+2 di tolleranza) per uffici, negozi e ambienti a uso ufficio;
  • 18°C (+2 di tolleranza) per capannoni e ambienti a uso industriale/artigianale.

Gli impianti, inoltre, possono funzionare solo tra le 5:00 e le 23:00, indipendentemente dalla zona climatica.

Perché conviene anticipare, non solo rispettare la norma

Rispettare i limiti di legge è un obbligo, ma settembre è anche il momento giusto per verificare che l’impianto di riscaldamento sia efficiente: una caldaia non controllata o un sistema di regolazione datato possono far superare inutilmente i consumi previsti, anche restando nei limiti orari di legge.

Domande frequenti

Chi decide se accendere prima o dopo la data ufficiale? In caso di condizioni climatiche eccezionali, i Comuni possono autorizzare accensioni anticipate o posticipate con ordinanza.

La regola vale anche per i capannoni industriali? Sì, con un tetto di temperatura più basso (18°C+2) rispetto agli uffici, per la natura dell’attività svolta.